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La stalla automatica è realtà

Cremona, 29 ottobre 2016 – Oltre l’80% degli allevatori è disposto a sperimentare soluzioni hi-tech nella propria stalla: l’attenzione nei confronti dell’innovazione in zootecnia è ai massimi livelli, come certificano i dati elaborati dal CREA-FLC Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-casearie di Lodi, presentati alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona (che si chiudono oggi a CremonaFiere).

Se attualmente solo il 3,4% degli allevatori possiede un sistema di mungitura automatizzato (spesso già dotato di sensori e di un sistema di rilevazione ‘smart’ della produzione di latte), il numero è in realtà destinato ad aumentare molto rapidamente. La zootecnia di precisione – ovvero l’utilizzo di tecnologie per misurare indicatori fisiologici, comportamentali, produttivi e riproduttivi sui singoli animali – rappresenta la nuova frontiera dell’allevamento, come spiega il direttore del CREA-FLC Andrea Galli: “Nei prossimi anni assisteremo senza dubbio ad un netto incremento nell’adozione di sistemi hi-tech in ambito zootecnico. Gli strumenti ad alto contenuto innovativo si sono da poco affacciati sul mercato, ma rappresentano la vera rivoluzione del settore: stiamo entrando nell’era della stalla 4.0”.

L’ANALISI DEL SENTIMENT. L’indagine sviluppata dal CREA nasce dall’accordo con l’Associazione Provinciale Allevatori di Cremona: sono quasi 800 gli allevatori interpellati e i dati diffusi riguardano circa 500 di essi. Che l’attenzione nei confronti dell’automazione in stalla sia altissima lo testimoniano i numeri raccolti dal CREA-FLC rispetto al sentiment degli allevatori intervistati: il 62,1% si dichiara interessato a installare una strumentazione che segnali in automatico la possibile presenza di mastiti, mentre l’80,7% degli allevatori è interessato a dispositivi in grado di fornire il dato della conta delle cellule somatiche individuali a ogni mungitura.

LA RILEVAZIONE DELL’ESTRO. Tra le applicazioni che si stanno maggiormente diffondendo vi sono vari tipi di attivometri (il 30,8 % del campione ne possiede una installazione) per la rilevazione dell’estro in base ad algoritmi che individuano la variazione significativa dell’attività fisica della bovina rispetto alla sua normalità durante le altre fasi del ciclo. Un buon interesse (56,5% del campione ad oggi esaminato si dichiara interessato) vi è anche per la rilevazione degli estri mediante sistemi di sensori combinati che, generalmente, abbinano alla variazione di attività della bovina anche altre misurazioni, prima fra tutte quella della quantità di tempo dedicata alla ruminazione.

 

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Paolo Bodini
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Fonte:
Ufficio Stampa Fiere Zootecniche Internazionali
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